“Un adulto quando corre il suo camminare
lo fa sempre e soltanto per uno scopo
si allena, si avvantaggia, dimagrisce
sfugge, gareggia, è in ritardo, insegue
(un bus, un accordo), obbedisce.
Un bambino quando corre il suo camminare
lo fa per il corpo, per dare febbre ai piedi
per volare usando le ginocchia come ali
senza alcun fine se non lo scoprire
che il Mondo va a velocità mai uguali.
E per adulto intendo chi ha
l’ennesimo sguardo in cancro al corpo
chi dà traguardo a un vivere
ossato a forma di percorso
e per bambino chi ha
la fame in fiamme al sentire
le cosce in strafogo a un morso.”
[estrema gratitudine a Guido Celli, al fremito d’ali in riscossa nelle cartilagini delle sue giunture.]
