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Un aggiornamento dalla Siria

Care compagne e cari compagni,
Aleppo è storicamente una città multiculturale e cosmopolita, dove popoli diversi hanno convissuto per secoli. Oggi, gli attacchi contro i quartieri di Sheikh Maqsoud e Ashrafiye non sono diretti unicamente contro due quartieri curdi, ma attentano a questa tradizione di convivenza, contro l’esistenza dei popoli e il loro futuro comune.
Da circa dieci giorni, ad Aleppo sono in corso intensi attacchi militari contro due quartieri curdi. La popolazione civile, che si trova sotto l’attacco dell’esercito turco e di forze armate jihadiste legate al governo centrale, percepisce chiaramente che l’obiettivo è un vero e proprio massacro contro il popolo curdo, per non aver accettato i piani delle forze egemoniche per la regione. Il dispiegamento delle forze nemiche è stato sproporzionato (oltre 46.000 mercenari jihadisti, ogni tipo di arma pesante e droni turchi), portando la popolazione e le forze locali di autodifesa in un vicolo cieco, senza possibilità di ricevere rinforzi, e costrette a subire tutti i crimini di guerra immaginabili. La popolazione non poteva abbandonare il quartiere perché era sotto sequestro. Data la complessità della situazione, le forze di autodifesa legate alle SDF (QSD) hanno raggiunto un cessate il fuoco provvisorio per poter proteggere in qualche modo la popolazione: sono stati evacuati i feriti e una parte degli abitanti, mentre le forze locali di autodifesa hanno dovuto ripiegare in una zona vicina dell’Amministrazione Autonoma per riorganizzarsi e ricalcolare come proseguire.
La strage non si è concretizzata completamente; per questo si prevede che gli attacchi continuino in forme diverse, come dimostrano gli attacchi di questa notte contro la diga di Tishrin, con l’obiettivo di portare a termine l’annientamento del popolo curdo e del modello del Rojava.
Questi attacchi non possono essere valutati senza considerare la conoscenza e la complicità delle potenze egemoniche internazionali (USA, Israele, UE, Inghilterra ecc.). Le strutture mercenarie che rappresentano la continuità di DAESH vengono legittimate da attori internazionali e regionali e dispiegate sul terreno sotto il nome di “governo provvisorio”, come parte di una cooperazione speciale, pianificata e concepita come un progetto volto a spezzare la volontà dei popoli e a prendere il controllo del Medio Oriente. Il fatto che il regime di Al Shara si fosse precedentemente dissociato dai crimini commessi contro i popoli alawita e druso, mentre questa volta, senza maschere e attraverso “il proprio esercito”, difende e guida apertamente i crimini di guerra commessi in modo sistematico ad Aleppo, mostra chiaramente l’escalation e il livello raggiunto da questo approccio.
Con questi attacchi, l’obiettivo principale è il modello di convivenza tra i popoli curdo e arabo, costruito in Rojava sotto la guida del popolo curdo. Questo modello, nato dalla volontà comune dei popoli, entra in contraddizione con gli interessi degli Stati egemonici internazionali e per questo si tenta di eliminarlo. Lo scopo è smantellare questo modello di vita, spezzare la volontà del popolo curdo e sottomettere nuovamente i popoli. In questo modo, si cerca di frammentare la lotta comune, disintegrare l’unità sociale raggiunta e imporre un cambiamento demografico. Oggi, centinaia di migliaia di civili curdi nella regione si trovano sotto un grave rischio di massacro, sfollamento forzato ed eliminazione.
L’Amministrazione Autonoma del Nord e dell’Est della Siria sta cercando di ridurre la tensione e risolvere la situazione attraverso vie diplomatiche, mentre si riorganizza per difendere la popolazione e proteggerla da tragedie maggiori. Al contrario, la linea seguita dalle strutture del “governo provvisorio” jihadista e dalle forze egemoniche internazionali rappresenta una minaccia diretta e permanente per la popolazione civile.

Condividiamo questo messaggio sulla base delle informazioni ottenute tramite conversazioni dirette con compagne e compagni che vivono nella regione. Vista l’intensa disinformazione e manipolazione presenti sui social media e in alcuni mezzi di comunicazione, riteniamo necessario trasmettere la reale situazione della popolazione. Il pericolo maggiore al momento riguarda un gran numero di civili sequestrati nelle mani dei jihadisti e la probabile escalation degli attacchi nella regione.
Il fatto che, a livello internazionale, le reazioni si siano limitate a condanne superficiali nei mezzi di comunicazione sta aprendo la strada alla ripetizione di questi crimini. Per questo, facciamo appello alla comunità internazionale, alle organizzazioni per i diritti umani e alle forze socialiste e democratiche affinché rompano il silenzio e uniscano la loro solidarietà per evitare questa strage.
Un caro saluto
Movimento delle Donne del Kurdistan in Abya Yala–America Latina
Alleghiamo alcuni link con informazioni importanti:
https://kurdlat.org/resistencia-sexmeqsud-periodismo/
https://kurdlat.org/leccion-alepo-realidad/
https://espanol.anf-news.com/rojava-norte-de-siria/mazloum-abdi-se-ha-alcanzado-un-acuerdo-para-la-evacuacion-segura-de-la-poblacion-57305

Dogma Centrale della Biologia Molecolare

In vista di un dibattito sugli ambiti di Scienza e Tecnologia provo a cristallizzare alcune questioni che mi stanno a cuore

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Dal Dogma Centrale della Biologia Molecolare … a “Business is Business”

Crick nel 1957 introduceva, per usare parole sue, il “Dogma centrale della Biologia molecolare”. Secondo questo dogma, il flusso delle informazioni in un sistema biologico avrebbe come punto terminale la codifica in proteine. L’essere codificato in proteina rappresentava una sorta di confinamento del flusso delle informazioni genetiche.

Watson un anno dopo, nel 1958, se ne usci’ con una versione semplificata del dogma, ovvero che l’informazione scaturiva dal nucleo (DNA), veniva trascritta nel RNA, e da li’ codificata in proteine nei ribosomi delle cellule in un meccanismo unidirezionale.

La scienza ragiona per modelli e per semplificazioni. Nell’impossibilita’ di verificare la validita’ del modello, questo viene assunto come postulato o, come suggeriva Crick, come un dogma la cui validita’ era indimostrabile. Tuttavia, la teoria va adeguata nel momento in cui va a cozzare con la realta’ osservata, e con la scoperta della transcrittasi inversa, il meccanismo per cui dall’RNA si creano filamenti di DNA, il dogma centrale veniva falsificato.

Nella storia, gli unici uomini che sostenevano l’esistenza nell’intero universo di un qualcosa di totalmente indipendente dal contesto, o bluffavano alla grande o, in tutta evidenza, si ritenevano depositari di una qualche verita’. Nell’antichita’ li annoveriamo tra i papi e i re, ma dobbiamo tristemente constatare che tale atteggiamento fideistico (nominalmente antiscientifico) lo riscontriamo in una strabordante quota di dotti, medici & sapienti specie tra i sostenitori di quella branca della biologia definita “molecolare”.

Piuttosto che ammettere la falsificazione di una teoria che non stava in piedi, questi geni hanno avuto la brillante trovata di spostare il problema a valle. La teoria e’ stata rappezzata introducendo la possibilita’ per il RNA di modificare effettivamente il DNA con quel meccanismo battezzato “transcrittasi inversa”. L’ossessione globale per il “virus HIV” del finire degli anni ‘70 nasce esattamente in questo frangente. L’agente segreto responsabile della trascrittasi inversa era infatti l’introvabile “retrovirus”. Dogma salvato, virus? introvabile ed ancora oggi – passati oltre 50 anni – c’e’ ancora chi si ostina a cercarlo! Ma sempre meno per la verita’. I laboratori di ricerca, da oltre 30 anni, hanno smesso di fare una ricerca che ormai non era piu’ remunerativa sull’HIV e, prima, si sono riconvertiti all’Epatite C (altro retrovirus inafferrabile), poi con la PanDeminchia si sono aperti i cancelli…

Le tecniche di PCR usate per moltiplicare milioni di volte materiale genetico al fine di trovare tracce apprezzabili degli agenti retrovirali segreti, i famosi “Test HIV”, durante il periodo della PanDemenza hanno dato il bianco riuscendone a trovare nella papaya e nelle capre, oltre che in miliardi di cavie. Basta aumentare il numero di cicli… Meccanica di altissima precisione! Alcuni scienziati ancora oggi si interrogano se il covid 19 sia da classificare come “retrovirus” … o come un virus un po’ speciale… uscito da un laboratorio? Da un pipistrello? Da entrambi?

Questi brancolano in un buio che contribuiscono ogni giorno a rendere sempre piu’ fitto.

Ci sono o ci fanno?

Entrambi, del resto e’ da decenni che la societa’ contro l’oscurantismo scientista e il terrorismo industriale lancia i suoi strali al vento, inascoltata perche’ la capacita’ di ragionare con la propria testa e di non applicare i modelli preconfezionati dell’ideologia non e’ certo un buon viatico per masse abituate alla delega e al conformismo. Se non e’ alle masse che dunque potra’ mai arrivare un messaggio nella bottiglia, nel mare magnum della merda mainstream lanceremo comunque le nostre grida di rabbia, di dolore e di riscatto.

Il delirio che riscontriamo negli ambiti di medicina, scienza e tecnologia ha comunque un’origine ben definita nel tempo. La teoria dei Germi del chimico Pasteur, se pur ha rappresentato una bestemmia agli occhi di medici e fisiologi del tempo come Bernard, e’ stata alla base dell’abuso piu’ evidente mai operato nella storia sul concetto di salute.

Insieme alla barbara pratica della vaccinazione nata verso la fine del ‘700, i farmochimici sono riusciti nel corso di 150 anni ad instillare nella mente di soggetti che non si possono definire oramai altro che fragili l’idea che solo la chimica potesse, in qualche modo, non importa come, tutelare l’equilibrio del loro fragile organismo dall’azione di “agenti patogeni esterni”. Altro che alimentazione, stile di vita e rinforzo del terreno per mantenere un soggetto in salute! Siamo in una situazione in cui i farmaci ChemioTerapici vengono chiamati AntiBiotici perche’ anche le parole, con il peso del loro significato, possono avere effetti negativi sulla salute dei pazienti. Sfugge la logica per cui sarebbe meglio ignorare, per la tutela della propria salute, quel che ti stanno inoculando… Ma deve essere certamente stata codificata in un Giuramento dell’Ippocrate Degenerato.

Lo stigma della fragilita’ ha un origine ben precisa e non ha di certo nulla a che vedere con il prendersi cura. Rappresenta piuttosto la violenza di un sistema che non usa mezzi termini per imporre il suo business plan, con ogni mezzo necessario. Che siano armi di distruzione di massa, bombe intelligenti, farmaci, droghe business is business.

Relativamente alla Teoria dei Germi accennata prima, aggiungo qua un esauriente contributo sull’argomento che si puo’ leggere su https://www.medicinenon.it/la-teoria-dei-germi-come-causa-delle-malattie e che riproduco integralmente qua sotto, con l’augurio di spalancare porte e finestre ad una sana brezza liberatrice

I Germi sono innocenti

Gli esseri umani, la forma potenzialmente più elevata di espressione della vita su questo pianeta hanno costruito la vasta industria farmaceutica con lo scopo primario di avvelenare la forma di vita “più bassa” presente sul pianeta — i germi! Una delle più grandi tragedie della civiltà umana è quella di dare la precedenza alle sostanze chimiche invece che all’alimentazione.
Dr. Richard Murray

“Nelle scienze, le persone considerano con slancio come loro propria proprietà personale quello che hanno imparato ed è stato trasmesso a loro dalle università e dalle accademie.

Se qualcun altro arriva con nuove idee che contraddicono il Credo e di fatto minacciano persino di rovesciarlo, allora tutti gli sforzi vengono indirizzati contro questa minaccia e nessun mezzo viene lasciato intentato per sopprimerla.

Le persone fanno resistenza in tutti i modi possibili: fingendo di non averne mai nemmeno sentito parlare, parlandone con disprezzo, come se non valesse nemmeno la pena di approfondire l’argomento. E così una nuova verità può avere una lunga attesa prima di venire finalmente accettata. — Goethe

Le concezioni erronee sulla salute sono radicate nella nostra cultura. La strada per capire il processo di mantenere e ripristinare salute è stata lunga e contorta. La scienza ha preso il sopravvento sulla conoscenza antica e intuitiva, ha fatto errori colossali, rimanendo aggrappata ad essi nel timore di venire sopraffatta.

La saggezza e le scoperte scientifiche sono state rigettate a favore di un sistema più diffuso, conveniente, o politicamente desiderabile. Proprio come Socrate è stato avvelenato per le sue idee, e Galileo è stato forzato da un clero fanatico a ritrattare le sue dichiarazioni sull’astronomia, ignoranza e potere possono essere una combinazione pericolosa.

Le Malattie non si prendono

Noi non prendiamo malattie.

Le fabbrichiamo.

Lavoriamo duramente per sviluppare le nostre malattie. Dobbiamo lavorare più duramente di quanto dobbiamo per ripristinare la salute. La presenza di germi non costituisce la presenza di una malattia. I batteri sono gli spazzini della Natura, riducono i tessuti morti agli elementi di base.

I germi o i batteri non hanno alcuna influenza di alcun genere sulle cellule vive. I germi o i microbi prosperano facendo gli spazzini nelle aree malate. Vivono solo con i rifiuti metabolici non elaborati e con i tessuti malati, denutriti e deboli.

Non sono la causa della malattia, allo stesso modo che le mosche e i vermi non sono la causa della spazzatura. Le mosche, i vermi e topi non causano la spazzatura ma piuttosto si nutrono della spazzatura. Le zanzare non sono la causa dell’acqua stagnante. Vediamo sempre i pompieri vicino al fuoco, ma non significa che abbiano causato il fuoco. Le iene e gli avvoltoi ripuliscono la prateria e la savana dai cadaveri, non sono la causa della morte.

Il Cartello della Medicina

La medicina occidentale tradizionale insegna e pratica le dottrine del chimico francese Louis Pasteur (1822-1895.) La teoria principale di Pasteur è nota come la Teoria dei Germi della Malattia . Tale teoria afferma che specie fisse di microbi da una sorgente esterna invadono il corpo e sono la prima causa di malattia infettiva.

Il concetto che tipi di batteri immutabili causano malattie specifiche è stato ufficialmente accettato come il fondamento della medicina allopatica e della microbiologia verso la fine del 19º secolo in Europa. Chiamato anche monomorfismo , (condizione di avere una singola forma,) venne adottato dal complesso medico industriale, che iniziava ad affermarsi verso la svolta del secolo.

Questo cartello si organizzò intorno all’Associazione Medica Americana (AMA), costituito da interessi legati al commercio di farmaci, con lo scopo di manipolare il sistema giuridico per distruggere la professione medica omeopatica.

Controllato dalle società farmaceutiche, il complesso è diventato un affare da trilioni di Euro all’anno. Include anche molte compagnie di assicurazioni, l’Amministrazione per gli Alimenti e i Farmaci (FDA), gli Istituti Nazionali della Salute (NIH), i Centri per il Controllo delle Malattie (CDC), gli Ospedali e le strutture di ricerca delle università, le varie associazioni sulla ricerca su qualsivoglia malattia, il Ministero della Sanità, quando il ministro è un medico che è stato messo lì dalla lobby delle case farmaceutiche.

Dal Virus alla Vaccinazione, i giochi son presto fatti

La dottrina dei microbi ha dato origine alla tecnica della vaccinazione che è stata iniziata ciecamente nel 1796 da Edward Jenner. Jenner ha preso del pus dalla ferita purulenta di una mucca malata e l’ha iniettato nel sangue dei suoi “pazienti”.

Così si diede inizio a una spregevole pratica (immunizzazione o vaccinazione) la cui forma è cambiata di poco ai giorni nostri, e la cui comprensione è ancora oscurata dalla teoria di Pasteur. Tale dottrina ha dato origine anche allo sviluppo degli antibiotici, di cui il primo è stata la penicillina nel 1940.

Un antibiotico è materiale di rifiuto velenoso di germi, utilizzato nel tentativo di ucciderne altri. La penicillina è il veleno di un fungo. Questo ha causato la proliferazione delle forme aggressive e resistenti di microorganismi che ci perseguitano oggi.

Il Microscopio Universale di Rife

Il Microscopio Universale di Rife, sviluppato dalla fine degli anni ’30 all’inizio degli anni ’40, ha dimostrato chiaramente che i germi (i microrganismi) sono il risultato di malattie (gli spazzini di cellule morte) e non la causa. Se dei germi sono coinvolti, si presentano come sintomi principali di quella condizione generale.

Sebbene i germi non causino malattia, i sintomi secondari sono prodotti in risposta alla loro attività (chiamata comunemente malattia.) Una delle ragioni per cui la comunità medica convenzionale non vede tutta la scena sono i metodi con cui guarda. Molto dipende da come e con che cosa si guarda.

In Istologia Fondamentale di Junqueira & Carneiro, 3a edizione del 1980, scopriamo le limitazioni del microscopio elettronico per il fatto che il fascio di elettroni richiede l’uso di sezioni di tessuti molto sottili in una condizione di un vuoto elevatissimo.

Gli autori affermano a pagina 9: “Queste condizioni impediscono l’uso di materia vivente e il fascio di elettroni su di un tessuto può danneggiarlo e produrre cambiamenti indesiderati alla struttura del tessuto. Dirigendo un fascio di elettroni su una scena vivente e mutevole come un campione di sangue, per esempio, l’ordine viene mutato e il campione di sangue risulterà alterato.

Gli osservatori fanno una fotografia di questa situazione disorganizzata e la interpretano come se fosse l’intera storia. Durante lo studio e l’interpretazione di sezioni di tessuti colorati osservati al microscopio, il prodotto osservato è il risultato finale di una serie di processi che distorcono notevolmente l’immagine osservabile nel tessuto vivente e non è più la scena inizialmente presente sul vetrino.

È stato suggerito in passato che i puntini visti con il microscopio elettronico identificati come virus potrebbero essere, molto più che probabile, niente di più che particelle di proteine senza vita degradate — peptidi disintegrati dalla morte cellulare — resti catabolici di citoplasma, o proteine prodotte dalle cellule in risposta al terreno biologico non più equilibrato.

È stato riportato da ricercatori, in cerca di ipotetici virus “elusivi”, che i virus possono ” imitare” i tessuti umani! Sono parti di tessuti umani morti.

Royal Raymond Rife

Forse la conferma più profonda di pleomorfismo (pluralità di forme) è stata data da un altro genio quasi annientato dalla scienza ortodossa, questa volta un microscopista americano di nome Royal Raymond Rife. La sua storia è stata raccontata nel Rapporto Rife da Barry Lynes. È stato pubblicato in forma di libro con il titolo: La cura del Cancro che ha Funzionato!

(La descrizione del microscopio di Rife, per quanto semplificata, è un po’ tecnica. Il consiglio è di soffermarsi su ogni paragrafo, e rileggere più volte i paragrafi eventualmente non chiari fino a quando si ha compreso il contenuto).

Il microscopio analogico di Rife (con una risoluzione di 31.000) superava i microscopi elettronici che stavano emergendo in capacità di dettaglio e chiarezza. Il suo uso di frequenze di luce naturale dispersa con l’impiego di prismi, piuttosto che fasci di elettroni e colorazioni acide, permetteva una visione chiara di soggetti viventi.

Ogni microrganismo ha la sua propria frequenza fondamentale di luce, qualcosa che Antoine Béchamp ha sfruttato evidentemente con il suo polarimetro. Rife era arrivato alla conclusione che si poteva utilizzare la luce, invece di sostanze chimiche distruttive, per “colorare” il soggetto. Questo era geniale. E ugualmente geniale era la sua esecuzione.

L’intero sistema ottico — lenti e prismi, come pure le unità d’illuminazione sono costituite da blocchi di cristallo di quarzo. L’unità d’illuminazione utilizzata per esaminare le forme filtrabili di organismi contiene quattordici tra lenti e prismi, tre dei quali sono nella lampada ad incandescenza ad alta intensità, quattro nel prisma Risley, e sette nel condensatore acromatico, che ha un’apertura di 1.40.

Tra la sorgente di luce e il campione ci sono due prismi cuneiformi di cristallo di quarzo il cui scopo è quello di polarizzare la luce che passa attraverso il campione, essendo la polarizzazione l’applicazione pratica della teoria che le onde di luce vibrano in tutti i piani perpendicolari alla direzione in cui le onde sono propagate.

Quando la luce raggiunge un prisma polarizzante si divide in due fasci, a uno dei quali viene data una inclinazione tale da farlo riflettere sul lato del prisma, senza che passi attraverso il prisma, mentre il secondo fascio, con una inclinazione nettamente ridotta passa attraverso il prisma per illuminare il campione.

Quando i prismi di quarzo del Microscopio Universale (che possono essere ruotati con un nonio per 360 gradi) vengono ruotati in direzioni opposte danno angoli d’incidenza variabile ai raggi trasmessi, mentre nello stesso tempo, dato che è possibile vedere solo una sezione di banda di un colore alla volta, una piccola porzione dello spettro viene diretta sull’asse del microscopio. È possibile procedere in questo modo da un estremo all’altro dello spettro — dagli infrarossi agli ultravioletti.

Ora, quando viene raggiunta quella parte dello spettro nella quale sia l’organismo che la banda del colore vibrano in sintonia l’uno con l’altra sulla stessa frequenza, una lunghezza d’onda caratteristica viene emessa dall’organismo.

Un fascio di luce monocromatica, esattamente con la stessa frequenza emessa dall’organismo, viene mandato attraverso il campione permettendo all’osservatore di esaminare l’organismo nel suo colore chimico vero e rivelando la sua propria struttura in un campo perfettamente luminoso.

I fasci di luce provenienti dal campione, invece di passare attraverso l’obiettivo convergendo, attraversano una serie di prismi speciali che mantengono i raggi paralleli.

E’ questo principio dei raggi paralleli nel Microscopio Universale e la ridotta distanza di proiezione fra i prismi oltre alle tre paia di obiettivi da dieci, da sette e da quattro millimetri montati a breve distanza che sostituiscono le lenti che rende possibile non solo l’inusuale alta risoluzione e ingrandimento ma anche l’eliminazione di tutte le distorsioni e le aberrazioni cromatiche e sferiche.

L’aggiustamento fine è settecento volte più sensibile di quello dei microscopi comuni, la durata di tempo richiesto per mettere a fuoco la gamma varia tra un’ora e mezz’ora. Uno dei conseguimenti principali di Rife era la sua abilità, attraverso numerosi stadi pleomorfici , di trasformare un virus, che aveva trovato in tessuto cancerogeno, in un fungo, piantare il fungo in un letto a base di asparago, e produrre un colibacillo (E-coli), il tipo di microfauna indigena dell’intestino umano.

Questi risultati sono stati ripetuti centinaia di volte. Rife dimostrò che la capacità pleomorfica delle microforme di vita va dal livello di batterio al livello di fungo, e alla sua evoluzione all’ultimo stadio — la muffa. Inclusi in questo ciclo ci sono molti stadi importanti intermedi tra microzimi (piccoli agenti fermentativi) e batteri, le proteine complesse a cui ci si riferisce normalmente come virus, e i loro discendenti immediati.

Rife identificò 10 famiglie nello spettro intero della micro-vita. All’interno di ogni famiglia, qualsiasi forma o membro potrebbe trasformarsi in qualsiasi altra forma. Inoltre, il fatto che gli organismi hanno una loro peculiare frequenza di risonanza permise a Rife di sviluppare ulteriormente il suo “Fascio radiante”, che aiutava il corpo a liberarsi dei sintomi del cancro.

Rife fu accusato di ciarlataneria, subì un processo invalidante, il suo microscopio fu sequestrato e scomparve. Morì a 83 anni alcolizzato.

Quali meravigliose e benefiche rivelazioni avrebbero potuto presentarsi con la tecnologia di Rife guidata dalla visione di Bechamp? Queste onde, o questi raggi di luce, come queste frequenze potrebbero essere chiamate, hanno mostrato di possedere la potenza di devitalizzare organismi patogeni o di “ucciderli” quando sono stati sintonizzati su una lunghezza d’onda, o meglio, sull’esatta frequenza, che è diversa per ogni organismo.

La malattia è l’espressione della sporcizia interna del corpo

Questo concetto è una certezza derivata dall’esperienza di coloro che hanno studiato e praticano il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco di Arnold Ehret.

In realtà non sono i batteri da soli che producono la malattia, ma sono i costituenti chimici di questi microrganismi che agiscono sul metabolismo non equilibrato delle cellule del corpo umano che producono i sintomi di malattia. I microrganismi associati alla malattia comunque non producono la condizione che ha originato l’evoluzione morbosa nel corpo.

Un terreno biologico sano o malato è determinato principalmente da quattro cose:

  • Il suo equilibrio acido o alcalino (pH)
  • la sua carica elettromagnetica (negativa o positiva)
  • il suo livello di intossicazione (tossicità)
  • il suo stato nutrizionale

Un sintomo critico di un terreno malato è il livello basso di ossigeno. Un altro è un arresto o ristagno del flusso dei fluidi colloidali nello spazio intercellulare. Un altro ancora è la perdita di carica elettrica dalla superficie dei globuli rossi. Questa condizione è chiamata rouleau o “sangue viscoso”.

All’interno della parete cellulare, tutte le sostanze chimiche e i componenti agendo insieme mettono in moto la vita organica. Niente all’interno di una cellula è vivo di per se stesso. Ma quando si guarda il sangue vivo, si può osservare che i microrganismi subiscono un preciso, scientificamente verificabile, ciclo di mutamento della loro forma.

Affascinante come la metamorfosi da bruco a farfalla, questa evoluzione è ancora più fantastica, perché può accadere abbastanza rapidamente (talvolta in minuti!). Non ci sono nemici o malattie specifiche da combattere. Esiste solo il risultato dell’equilibrio o dello squilibrio.

L’universo opera mantenendo in equilibrio coppie di opposti. Quando le cose vanno fuori equilibrio, di solito compare un segno (il sintomo), così sappiamo che qualcosa è cambiato nell’ordine delle cose. La salute è l’equilibrio nel sistema. Se vuoi avere un rude termine di paragone con cosa accade in un corpo malato, prova a non fare le pulizie di casa per almeno un anno.

In quell’ambiente, tutti i generi di piccoli “ospiti” verranno fuori da chissà dove. Allo stesso modo, le abitudini alimentari sbagliate e il modo di vita “sporcano” il nostro ambiente interno. Il nostro terreno diventa eccessivamente acido (pH sbilanciato) preparando la strada per ospiti indesiderati. In questo ambiente sbilanciato, i batteri dannosi possono scaturire dalle nostre proprie cellule.

Queste forme di vita minuscole possono cambiare rapidamente la loro forma e funzioni. Attraverso un processo chiamato pleomorfismo , (pleo = molti e morph = forma,) i batteri possono cambiare in lieviti, da lieviti a funghi, da funghi a muffe. I microrganismi come un batterio specifico, possono assumere più forme. Questo può essere un cambiamento di funzioni o di forma.

Il Dott. E.C. Rosenow del Mayo Biological Labs e altri batteriologi, hanno dimostrato che un cambiamento dell’ambiente interno potrebbe modificare streptococchi in pneumococchi e un cambiamento del cibo riporterebbe i pneumococchi a streptococchi. Questo ha mostrato anche che i batteri sono “spazzini” per natura ed essendo essenzialmente “scorte” di enzimi, modificano la loro forma e produzione di enzimi allo scopo di dissolvere fino al suo elemento più piccolo qualsiasi pezzo di tessuti morti sia presente.

Oltre al pH e al pleomorfismo, dobbiamo considerare un concetto molto importante — la differenza tra i sintomi di una malattia e la condizione della malattia stessa. Nel pleomorfismo, una cosiddetta specie è solo uno stadio nel ciclo di crescita di una famiglia di esseri. Ogni membro ha funzioni diverse e un aspetto molto diverso dagli altri.

Quello che la maggior parte della gente chiama “malattia” in realtà è un sintomo o una raccolta di sintomi. Per esempio, i tumori e i vari tipi di cancro sono sintomi, e il tentativo di combatterli li ha portati alla quantità epidemica di cui siamo oggi testimoni. Ciò che la gente comunemente considera cause di malattia, sono sintomi. In questa categoria ci sono i batteri, lieviti e i loro discendenti. Quando i germi sono coinvolti in una malattia producono o influenzano il corpo nel produrre sintomi secondari.

La medicina ortodossa ritiene che questi sintomi secondari siano la malattia. La risposta però giace nella condizione del terreno biologico. Tutti i suoi valori sono in equilibrio? O sosterrà lo sviluppo di ospiti indesiderati? Una volta che l’equilibrio viene turbato, si entra in un circolo vizioso. Quando il pH del corpo è alterato, i suoi tessuti hanno una condizione acida. Questa condizione deriva da molte cose, principalmente dal tipo di alimenti consumati e da scarsa digestione.

Quando la digestione non avviene correttamente i cibi fermentano o vanno in putrefazione. Negli stadi iniziali dello squilibrio, i sintomi esterni generalmente non sono molto intensi e di solito sono “trattati” con i farmaci. Questi includono, fra gli altri, sintomi come:

  • Eruzioni della pelle
  • Emicranie
  • Allergie
  • Raffreddori e influenza
  • Sinusiti

Aumentando lo squilibrio nel terreno biologico, si presentano condizioni più gravi come ghiandole indebolite, organi e sistemi che iniziano a capitolare — tiroide, surrenali, fegato, ecc.

Sfortunatamente il trattamento dei sintomi con i farmaci al fine di farli scomparire ha un ruolo principale nel far comparire sintomi più gravi in seguito. Ma la maggior parte della gente non considera o non realizza questo quando va dal medico per risolvere rapidamente la “malattia”.

Anche la maggior parte dei medici non è consapevole, o semplicemente segue la corrente. L’avvicinamento medico militaristico è la prevaricazione della terapia artificiale su quella naturale, dei veleni (farmaci) sul cibo. La mancanza di comprensione crea paura, ma quando comprendiamo che sia la salute che la malattia sono create dal nostro modo di vivere e dalle nostre abitudini alimentari, la paura dei “germi” scompare.

Il nostro sistema immunitario é collegato inevitabilmente con il pianeta Terra dato che il nostro corpo è costruito con i suoi elementi. La Terra, presa nella sua interezza come geosfera, ha il suo proprio sistema immunitario, un sistema che si autoprotegge, si rigenera, guarisce. Quando non siamo allineati con quel sistema, o danneggiamo quel sistema, il risultato inevitabile è la nostra propria degenerazione.

Anche il British Medical Journal del novembre 1950 ha ammesso: “Nonostante la massima attenzione, una intensa contaminazione da batteri del siero dei vaccini è inevitabile durante la sua preparazione, e possono essere presenti non meno di 500 milioni di organismi per ml…” Questo è assolutamente vero, ma se fosse altrettanto vero che i batteri causino la malattia, ognuno che ricevesse la sua prima vaccinazione morirebbe nell’arco di 24 ore dall’inoculazione.

La storia

Rudolf Virchow, il padre della teoria dei germi, ha dichiarato nei suoi ultimi anni: “Se potessi rivivere la mia vita, la dedicherei a provare che i germi cercano il loro habitat naturale — i tessuti malati — invece di causare malattia”.

Pasteur (1822-1895) e Paul Ehrlich (1854-1915) hanno dato congiuntamente al mondo civilizzato le dottrine della teoria della malattia di microbiologia e immunologia prima della scoperta delle vitamine, degli elementi traccia e di altre sostanze nutrienti. Per i loro sforzi e discutibili scoperte, i vaccini diventarono di moda e furono promossi da eminenti scienziati.

Antoine Béchamp

Il Dr. Antoine Béchamp, uno dei primi batteriologi al mondo e contemporaneo di Pasteur, fece grandi scoperte scientifiche e alcune delle menti più elevate del suo tempo hanno accettato le sue teorie e le sue scoperte come fatti sicuramente certi.

Béchamp ha ottenuto così tanti conseguimenti che sono state necessarie otto pagine di un giornale scientifico per elencarli quando è morto.

  • Tra molte altre cose, ha salvato l’industria francese della seta dalla moria dei bachi da seta, sotto il naso di Pasteur, che era stato incaricato di risolvere il problema.
  • Ha descritto chiaramente il processo della fermentazione per quello che è: il processo di digestione di esseri microscopici.
  • E’ stato il primo ad affermare che il sangue non è un liquido, ma un tessuto fluente.
  • Ha sviluppato un processo economico per la produzione dell’anilina che ha dato inizio all’industria della tintoria.

Ciò che rende la teoria dei germi così pericolosa è che sembra così ovviamente vera. Ma è vera solo parzialmente.

Bechamp affermava: “Non c’è alcuna dottrina così falsa che non contenga un granello di verità. È questo vale anche per la dottrina sui microbi.” Béchamp ha scoperto i Microzimi (chiamati ora genericamente micro-organismi) e che i germi sicuramente sono il risultato, non la causa della malattia.

Attraverso i suoi esperimenti ha mostrato che le caratteristiche vitali delle cellule sono determinate dal terreno in cui i loro microzimi si alimentano, crescono e si moltiplicano nel corpo umano. Sia le cellule normali che i germi hanno i loro compiti specifici. Le cellule organizzano i tessuti e gli organi del corpo umano. I germi puliscono il sistema e lo liberano dall’accumulo di materia patogena e mucoide. Inspiriamo costantemente circa 14.000 germi e batteri all’ora. Se i germi sono così nocivi, perché non moriamo?

Nei primi stadi di infiammazione (formazione di pus,) i batteri presenti sono gli streptococchi ma man mano che i globuli rossi e i tessuti si disintegrano ulteriormente gli streptococchi si trasformano in stafilococchi — cioè cambiano in una forma adeguata al nuovo ambiente dei tessuti morti.

I batteri non hanno alcuna azione sulle cellule vive, solo sulle cellule morte. Non sono la causa della malattia ma il risultato. In molti casi di polmonite i pneumococchi appaiono sulla scena da 36 a 72 ore dopo l’insorgenza della malattia.

Louis Pasteur

Il lavoro di Béchamp nel campo della Biologia avrebbe potuto rivoluzionare la medicina con una profonda intuizione sulla natura della Vita. Ma in un mondo politico, si è trovato a dover fronteggiare uno scaltro politicante connesso a ricchi poteri: Louis Pasteur.

Antoine Béchamp era uno scienziato, mentre il farmacista Pasteur era un chimico, senza alcuna educazione nelle scienze umanistiche, e un inserzionista pubblicitario, ha plagiato la ricerca di Béchamp, l’ha distorta, l’ha sottoposta all’Accademia Francese della Scienza come sua propria!

E rendendo pubbliche queste scoperte, Pasteur ha avuto un gran seguito che lo acclamava come un genio della scienza. Pasteur è stato responsabile in grande parte delle stragi di animali per la sperimentazione nella ricerca medica.

Pasteur ha utilizzato preparazioni ottenute da tessuti di animali malati iniettandole poi in animali sani rendendoli a loro volta malati. Questo ha dato l’apparenza che i germi causino la malattia, quando in realtà queste preparazioni erano estremamente velenose.

Questa non è una procedura scientifica, ma dimostra semplicemente il fatto che si può far ammalare qualcuno avvelenando il suo sangue.

Basandosi sulla sua teoria dei microzimi, Béchamp diede enfatici avvertimenti contro l’invasione diretta e artificiale del sangue.

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A proposito delle anime belle

A proposito delle anime belle

Qualche intellettuale di sinistra di fronte al rischio di una imminente terza guerra mondiale e all’orrore dispiegato da troppo tempo si sta interrogando da qualche mese sull’ipotesi della diserzione e si chiede se è questa l’unica via che ci rimane.
Sì, disertare si può e anche si deve se, come mi pare stia accadendo ovunque, la guerra è diventata la fonte più sicura per fare profitti. Disertare si può e si deve, se è un atto coraggioso come i ragazzi e le ragazze israeliane che rifiutano l’arruolamento nell’esercito di Israele perché non condividono la logica dell’Occupazione rischiando carcere e ostracismo. Disertare si può e si deve anche a parole o per iscritto quando costa qualcosa, quando non si cerca l’applauso, quando si portano argomenti che muovono in direzione della verità. Non si può, invece, fare gli agnelli o i falchi da poltrona.
Non si può, neanche, condividere l’idea che la quantità non incida sulla qualità nell’esprimere un giudizio quando si tratta, di 75 anni dall’espulsione di un gran numero di popolo, di 56 anni di occupazione, di 7000 o 9000 morti, di 1000 sepolti dalle maceria che nessuno potrà cercare di estrarre. Quando si parla di 1milione e 400.000 sfollati e neanche quando si conteggiano più di 500.000 coloni (tra Cisgiordania, Gerusalemme est e nella cosiddetta terra di nessuno) che hanno occupato, abusivamente, terre non loro. Quando, come nel più spietato Medio evo, si mette in assedio totale una città di più di due milioni di persone; quando si bombarda una popolazione chiusa dentro un recinto da cui non si può scappare, dove non c’è via di scampo. Quando si nega l’acqua, la luce, il pane e si rade al suolo mezza città incominciando dagli ospedali.
Non mi piace Hamas che uccide giovani a un rave ma penso anche che qualcuno a questi ragazzi avrebbe dovuto spiegare che non si balla vicino ad Aushwitz. Ma soprattutto, guarda un po’ il caso, ci si ricorda dei palestinesi solo dopo che Hamas ha sparso sangue nel deserto. Non potevamo accorgercene prima, prima di fomentare l’odio, prima delle centinaia di palestinesi uccisi ogni anno, prima che Hamas ci ricordasse con la sua violenza partigiana che Israele è anche un esercito di occupazione; prima di finanziare gruppi estremisti per distruggere il progetto di una Palestina, prima di corrompere i dirigenti dell’Olp per lederne la credibilità, prima magari di avvelenare Arafat.
Si poteva e doveva disertare, forse, ai tempi della caduta del muro di Berlino, evitare l’acclamazione del liberalismo come unico progetto possibile e degli Usa quale nuovo gendarme mondiale con diritto a difendere i suoi affari e le sue guerre, a cominciare da quella nella ex-Jugoslavia e via andare, dal Desert storm in poi, sino all’Afganistan e oltre. Non per schierarsi dalla parte dell’Urss che doverosamente implodeva ma per mettere in giro anticorpi contro lo strapotere del business, degli affari e di una propaganda unidirezionale.
E allora si può fare le anime belle e scoprire che lo Stato (quello dei palestinesi però) è una brutta bestia ma nello stesso tempo schierarsi, senza se e senza ma, con gli Ucraini perché combattono per la difese dell’integrità del loro Stato. Un’intellettualità democratica e occidentale strabica che in Medio oriente condanna chi è stato occupato perché osa opporsi all’occupante e in Europa finanzia a colpi di milioni di dollari uno Stato per vuol mantenere saldi i suoi confini. E dovremmo credere all’imparzialità dell’informazione? Pensate veramente che l’opinione pubblica sia così colonizzata nel cervello da aver completamente perso la capacità critica?
La guerra fa schifo, la guerra è violenta e spietata, sempre, chiunque la faccia. La guerra ha le sue ragioni del torto o della ragione ma a morire sono sempre i popoli. Viene da pensare, purtroppo, che si risvegli l’attenzione dei “colti” solo se ad agire è il potere o il rombo del cannone.
La guerra di Hamas è spietata ma fino a che non c’è stata nessuno si ricordava, tra i potenti, gli intellettuali e i giornalisti (e parliamo dell’Italia), che in quella terra tragica avrebbero dovuto esserci due Stati e due popoli. Basta guardare le cartine dal 1947 ad oggi per capire cosa è successo da quelle parti: un lento stillicidio di morti e di espulsione.
Ci sono voluti i parapendii di Hamas perché ci si accorgesse di questo! Ma allora chi l’ha voluta la guerra? Hamas o l’ipocrisia dell’Occidente?
Gli esangui intellettuali italiani di sinistra cosa facevano sino ad oggi. Quella lunga catena di morti, di case distrutte, di uliveti divelti, di acqua negata forse era diventata noiosa, durava da troppo tempo per essere una notizia interessante. Un fastidio per tutti, occidentali e arabi, cristiani e mussulmani. E adesso per giustificare questa lunga distrazione si scopre il Rojava, senza dire che anche lì si combatte, che anche lì i militanti vengono uccisi dallo Stato. Erdogan, che ha i piedi in mille scarpe e gioca sporco in quell’area per le sue mire di grandeur ottomana, non è “il nostro dittatore” quando denuncia i massacri di Gaza (per i propri interessi geopolitici), lo diventa solo quando ferma quell’enorme massa di sfollati che queste guerre hanno creato e “protegge” (sarebbe meglio dire “ricatta”) l’Europa. Quando bombarda i curdi e arresta gli oppositori è più semplice voltare la faccia da un’altra parte. Rojava non diserta, Rojava è partigiana. Il suo orizzonte è un altro paradigma, la fine dello stato-nazione inteso come la forma politica su cui si fonda il patriarcato. Un paradigma degno, l’unico possibile per uscire da una catena di massacri che attraversa il pianeta.
Ma voglio prendervi sul serio signori della stampa, credere che le vostre affermazioni siano in buona fede, che il vostro rigetto della guerra e del sangue sia profondo e sincero, e allora battetevi per la liberazione di Abdullah Ocalan, che è al carcere duro da 26 anni, perché da lui è partita questa unica speranza per un pianeta saturo di miasmi cattivi. Battetevi per la fine dei bombardamenti sull’esperienza democratica delle donne curde che nutrono questa speranza con la loro determinazione, con la loro intelligenza, con il loro sangue.
Perché se si svicola sempre davanti alla realtà, se vediamo solo quello che ci fa comodo vedere e quando ci fa comodo vederlo, i colpevoli siete voi. Siete voi che nutriti la violenza, voi che non date ascolto al dolore dei popoli, voi che alimentate la disperazione.
Il dolore va ascoltato per tempo, prima che diventi crudeltà.
Bisogna saper andare oltre i reciproci fondamentalismi e piangere per le vittime di Gaza e anche per Israele che rischia di perdere la sua anima. Non tutto però è perduto finché esistono, e so che ci sono in Israele, donne straordinarie come le due ostaggi liberate tre giorni fa per ragioni umanitarie Yocheved Lifshitz e Nuret Cooper. Bellissima Yocyeved capace di stringere la mano e sorprendere il suo sequestratore, accomiatandosi da lui con un’unica parola, “Shalom”. Sono certa che ce ne sono anche a Gaza di donne potenti come lei. Perché la pace si fa con il nemico.
Altro che “Pausa” : CESSATE IL FUOCO
Shalom, Salam, Peace, Paix, Paz, Pace.

Rosella

Il tempo della reclusione “volontaria” avanza e si dilata a dismisura

Condividiamo questo scritto ricevuto in aprile.

Quella che era stata spacciata per prevenzione si rivela essere, sempre più chiaramente, una tecnica di *addomesticamento*.
La prima, infatti, mette immediatamente in campo tutte le misure realmente efficaci, quindi necessarie, per anticipare ed evitare il diffondersi delle patologie; l’addomesticamento, invece, presuppone la gradualità dell’addestramento, fino ad ottenere la totale obbedienza e sottomissione.

Ci hanno infantilizzate/i in base ad un concetto distorto che vede i bambini non come esseri dotati di propria autonomia ma come figli su cui esercitare la propria autorità e ci hanno ammorbate/i con continui consigli su come trascorrere il nostro tempo blindato – cosa leggere,
come scopare, cosa cucinare, come vestirsi, quanto dormire, cosa cantare e a che ora, come e quando lavarsi le mani, …

Hanno dispiegato apparati di controllo e repressione costosissimi – polizie, eserciti, droni, elicotteri, guardie costiere, telecamere, e varie altre amenità – contro chi “si permette” di fare un po’ di movimento all’aperto, di portare il proprio figlio a prendere un po’ d’aria, di salutare un’amica, di comprarsi una matita, di fermarsi per strada ad annusare un fiore, di guardare un tramonto, di commemorare le partigiane e i partigiani (ormai diventato un reato di “resistenza”

<https://radiocane.info/milano-cronaca-25-aprile quarantena/>)

e perfino di sudare
<https://iltirreno.gelocal.it/versilia/cronaca/2020/04/26/news/rischia-di-prendere-una-multa-perche-era-sudata-sulla-strada-1.38762193>!

Hanno sollecitato la pratica infame della delazione ripescandola dal ventennio fascista e ora arrivano, con una rinnovata *polizia dell’anima*, a cercare di *violare definitivamente la nostra intimità invadendo la nostra sfera relazionale* e stabilendo chi potremo vedere e chi no nella pagliacciata che chiamano “fase 2″ – e che in realtà
dovremmo chiamare “fase che 2 ovaie!” (grazie, Giò, per questo geniale *detournement*!).

Ed ecco riemergere il clerico-fascismo “mai morto” (proprio come suona il motto della X Mas!) che (im)pone al centro delle nostre vite *‘a famigghia*: ci dicono che potremo vedere i parenti – se pure con misura e senza riunioni familiari. Ma guai se ci si incontra con chi pare a
noi!

Adesso basta!

Nessuno riuscirà mai a disciplinarmi né ad immiserirmi in questa logica familista, di cui si nutre anche lo *ius sanguinis*! Io voglio vedere le mie amiche, le mie compagne di vita, e le vedrò (una l’ho già riabbracciata, tiè!).

I miei genitori sono morti da decenni, grazie a questa “civiltà” cancerogena, e dei legami di parentela rimasti ne faccio volentieri a meno. C’è, per me, una differenza fondamentale tra la parentela – che è casuale – e le relazioni che, invece, mi sono scelta e mi hanno nutrita negli anni, come c’è un abisso tra la *vera sorella* e la *sorella vera*.

Quando, nel 2016, ho attraversato l’esperienza del cancro e mi avevano pronosticato pochi mesi di vita, accanto a me ho voluto le mie compagne di vita e le mie relazioni autentiche. Non i parenti. La forza di queste relazioni è stato uno degli elementi della mia guarigione – “guarigione miracolosa”, a detta dei medici.

A differenza dei preti, non credo nei miracoli ma nella forza dell’autodeterminazione, di quel grande dono che il movimento delle donne mi ha fatto quando ero adolescente!

Quella stessa autodeterminazione, che di fronte ad una prognosi infausta ha guidato le mie scelte terapeutiche, alimentari, lavorative, esistenziali e relazionali, oggi è più forte che mai.

Non mi sono fatta sovradeterminare dalla paura del cancro, non vedo perché dovrei farmi sovradeterminare da quella del covid, che cercano in tutti i modi di instillarci.

In Italia il cancro è la seconda causa di morte. Non lo dico io, ma le statistiche
<http://www.nicolettapoidimani.it/wp-content/uploads/2020/04/C_17_notizie_3897_0_file.pdf>
.
Quali governanti si sono mai preoccupati di rendere questa società meno cancerogena?
Nessuno. Perché la scelta è sempre tra il profitto e la vita altrui dal punto di vista del capitale, e tra il pane e la propria vita – intesa come qualità della vita e non come mera sopravvivenza – dal punto di vista del lavoro.

Nel 1976 abitavo accanto a Seveso <http://www.nicolettapoidimani.it/wp-content/uploads/2020/02/Atti_TOPO.pdf> e, come me, decine di migliaia di persone. Andassero a vedere l’incidenza del cancro in chi abitava o ancora abita quelle zone, lor signori che oggi pretendono “in nome dalla scienza” di decidere al
posto nostro cosa sia “salutare” e cosa no.
E a cosa è servita la “direttiva Seveso”? La riposta è a Taranto, nella “terra dei fuochi”, a Carrara e in numerose altre zone di questo paese, così come in questo intero pianeta *spolpato dai predatori* – come direbbe Toni Morrison – e da quegli stessi predatori avvelenato.

La mia laica *pietas* non può essere solo nei confronti dei morti per covid-19, per altro causati in gran parte dall’inettitudine, dagli intrallazzi e dalle politiche dei vari governi locali e nazionali – si veda il caso dello sterminio di anziani nelle Rsa.

La mia laica *pietas* ha urlato davanti all’impossibilità di abbracciare per l’ultima volta un caro amico in fin di vita – non per covid, perché si continua a morire anche per altre ragioni sia chiaro!

Mai come davanti alla sua morte ho sentito il peso di questa reclusione forzata che diventa lontananza straziante dagli affetti e dalla condivisione anche del dolore e del lutto, che sono la cifra dell’umano.

Allora si fottano lor signori col loro linguaggio bellico di fronte alle malattie. Per me nemmeno il cancro è stato un nemico da combattere, ma un modo in cui il mio corpo chiedeva di essere ascoltato e, al contempo, indicava
i veri nemici nei predatori e negli avvelenatori della terra.

E si fottano ancor più, lor signori, con le loro direttive e con l’insopportabile ed ipocrita arroganza di stabilire per me quale sia “il mio bene”.

Il mio bene è autogestire la mia salute. Il mio bene è tornare ad abbracciare le mie amiche, a condividere con le mie compagne di vita. Il mio bene è annusare il profumo della primavera e contemplare le montagne. Il mio bene è continuare a lottare contro l’ingiustizia sociale. Il mio bene è nella mia etica e nelle mie relazioni.

Sono femminista. Mettetevelo bene in testa: la vita è mia e me la gestisco io!